Felice e il lago

Felice Ceravolo era un bambino di 12 anni figlio di immigrati di Pizzo Calabro penso che come molti suoi coetanei anche lui fosse affascinato del lago; tutti i bambini sognano un lago per costruirci avventure e quel posto diventa il luogo di tanti  giochi, alzi la mano chi non abbia desiderato uno specchio d’acqua anche torbido  da dove far levare le ancore alle proprie fantasie. Erano gli anni 70 ed e molto probabile che fossimo coetanei e chissa che se anche io avessi avuto vicino un luogo così magico non sarei sceso a giocare con lui . Una storia  con un bruttissimo finale;  una storia di periferia. Sul quel lago prosciugato col tempo è nato un centro sportivo e porta il nome di Felice.

Ciao Edo

Un torneo di calcio ecco come da anni lo ricordano i suoi amici. Appesi ad una rete aspettano di lanciarsi nel campetto e in quei dieci minuti di partita guadagnarsi una vittoria, giocano per vincere  e aspettano che lui torni. Fuori il tifo i cori della sua gradinata,  in campo i colori della squadra che amava. Ciao Edo io ti ho conosciuto questa sera  22 aprile 2016.

EDOARDO  “EDO” PARODI, morto  il 2 febbraio 2002 a Riva San Vitale per cause ancora ignote, il giorno dopo aver partecipato alla manifestazione di Zurigo contro il WEF, durante la quale è stato fatto largo uso di gas lacrimogeni

L’ARDIA di SEDILO

Bisogna portare molta pazienza accontentarsi dell’ombra che eucalipti piantati intorno al santuario facciano il loro dovere,o rifugiarsi nella chiesa tra le sue spesse mura a raccogliere le forze e sottrarsi al caldo.

Sara la musica di una banda di paese che ci farà entrare in una corsa che,con la sua polvere  e il suo sudore non vuole inseguire i nostri tempi.

E’ l’Ardia termine che deriva da “bardiare” cioè proteggere fare la guardia una corsa che vuole ricordare la battaglia tra Costantino e Massenzio a ponte Milvio. Una corsa un po’ “sarvega” termine genovese che significa  non addomesticabile per un evento che non si è piegato alla legge del dover richiamare turisti a tutti i costi un pubblico composto per la maggior parte da Sedilesi o dagli abitanti  dei paesi vicini.

E’ la festa di un paese del suo Santo e di tutta la sua gente che avendo la fortuna di conoscere assomigliano sempre di più a quella corsa

Gli uomini della San Prospero

Per poter salire sulla San Prospero bisogna assomigliare ai suoi uomini, amanti del loro mestiere  che se pur lontani dalle storie di tonnare con camere della morte che si tingono di rosso,ripetono ciclicamente una storia fatta di gesti che tutto questo tempo non ha intaccato.Uguale è la fatica nella costruzione della rete nella sua posa e nelle ore passate a galleggiare su quello specchio di mare davanti a Punta Chiappa.in attesa che i lecci  i veri protagonisti di questa rappresentazione entrino in scena.Ringrazio u Passia, u Filippin e tutti gli altri per avermi portato per mare e delle storie raccontatemi al largo di Camogli

 

Noi uomini non siamo fatti ne per volare ne per nuotare,noi uomini siamo fatti per camminare

Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.
(Bruce Chatwin)